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“Detesto le frasi dolci,ma quando escono dalla tua bocca mi mettono stranamente a mio agio.”

lascia le sigarette e vattene (via lascialesigaretteevattene)

“E’ così abituata a crollare, che rialzarsi ogni volta è ormai un allenamento quotidiano.”

(via unincantevoleacida)

“Era mattina,suonò la sveglia,si alzò,prese le prime cose che trovò nell’armadio,si vestì e si incamminò per andare a scuola.
Alla prima gli consegnarono una verifica,aveva preso tre,ma non gliene importava più.
Alla quarta ora chiese al professore se poteva andare a bagno,lui annuì e lei uscendo dalla classe sbatté la porta,nel corridoio due bulli la picchiarono ma entrò in classe come se non fosse successo niente.
Suonò la campanella e lei con gli occhi rivolti all’asfalto tornò a casa.
I suoi la sgridarono per il brutto voto,lei perse l’appetito così non mangiò.
Se ne andò in camera sua,chiuse la porta a chiave e si mise a letto,pianse,non smise un attimo di piangere e poi si addormentò.
Quando si risvegliò era notte,perse il sonno,andò a vedere nella camera di sua mamma,tutti stavano dormendo.
Senza fare rumore andò in bagno,riempì la vasca di acqua,si spogliò e si immerse .
Decise di fare quel gioco,quello di contare quanto tempo stava sott’acqua.
1..2..3 prese un grosso respiro e si immerse.
Chiuse gli occhi.
La ritrovarono la mattina seguente.
Non era mai stata sott’acqua così a lungo.”

Ilmiopiccolosegreto (via ilmiopiccolosegreto)

ommiddio..

(via but-who-i-am)

“Mi diceva che ero bella, bellissima, ed io ci credevo
Dopo di ché, non me l’ha più detto, e ho smesso di crederci anche io”

(via 419kilometri)

……..

(via iaminpiecesyoucompleteme)

“Era l’anno 1997, c’era un ragazzo,molto bello, che tutte le mattine si sedeva nel secondo scalino della scalinata di fianco alla mia scuola, guardava la mia classe e stava lì per ore, tutti non sapevano il perché di questo comportamento.
Era bello, ma non era sicuro di sé, aveva sempre un sorriso stampato in faccia ma glielo si leggeva negli occhi che era triste, non era considerato da nessuno, era timido, ed era preso in giro perché portava sempre il cappello, in tutte le stagioni.
Lo guardavo dalla finestra e lui guardava me, mi ero innamorata del suo viso pallido, molto magro e dei suoi capelli biondi, della sua timidezza e dei suoi occhi color mare, avevo paura di dirlo alle mie amiche perché mi avrebbero preso in giro e non mi avrebbero capito.
Non sapevo quanti anni avesse e nemmeno come si chiamasse, non sapevo perché portava il cappello e non sapevo perché tutte le mattine stava li per più di due ore.
Passò tutto Settembre, ed io ero sempre più innamorata.
Un giorno, uscii da scuola e mi venne incontro una ragazza che non conoscevo, mi disse che era la migliore amica di quel ragazzo strano che portava sempre il cappello.
Venni a sapere da questa ragazza che lo portava perché era malato, non voleva andare a scuola per rimanere su quel secondo scalino di quella gradinata di fianco alla mia scuola perché si era innamorato di me.
Aspettai il lunedì per parlarci, non me ne fregava più delle critiche, erano gli ultimi giorni della sua vita e volevo che morisse felice.
Piansi, tanto, troppo ma me ne feci una ragione.
Arrivai a scuola, decisa, pronta.
Andai a guardare nella gradinata, mi sedetti sul secondo scalino..
Il problema è che lì ormai non c’era più nessuno.”

ilmiopiccolosegreto. (via tuprendimilemani)

“È il periodo dei nuovi iphone colorati, di tutti che copiano il nostro Tumblr. È il periodo in cui le domande su ask le fanno solo gli innamorati ed i vendicativi, è il periodo in cui gli spotted delle scuole che andavano tanto di moda, sono snobbati. È il periodo in cui si mandano le registrazioni vocali su whatsapp, in cui si fanno duecentotrentamila pagine di Tumblr su facebook. È il periodo in cui la tua vita è basata su un ‘visualizzato’ o su un ‘online’, in cui muori ad un ‘sta scrivendo’. È il periodo in cui i capelli colorati, e gli shatush sbiadiscono, i dilatatori diventano sempre più grandi e tutti si vantano un pó di più. È il periodo in cui tutti indossano maglioni larghi e vans, mettono via i cappellini della New York e si comprano quelli dell’Obey. È il periodo in cui tutti fingono i sorrisi, e la sera si distruggono di lacrime. È un pó un periodo di merda, questi anni zero.”

urlavainsilenzio (via urlavainsilenzio)

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